Benvenuto. Qui scoprirai cinque dimensioni fondamentali dell’esistenza umana: l’abisso, l’equilibrio oscillante, la natura come generatrice di forme, l’uomo immerso nel flusso e il vuoto e il pieno. Tutto ruota attorno al rispetto e alla coesistenza tra uomo e natura, esplorata attraverso opere che ti guidano a riscoprire come questi elementi siano profondamente intrecciati.

 

L’arte stessa diventa un invito a percepire la natura in ogni forma presentata, rendendo il rispetto un’esperienza da vivere.

Chi Sono

seme
Sono nato come un seme curioso e a sei anni affondavo le mie prime radici sull’Acropoli di Atene. Camminavo sui lastroni di pietra e, come una pianta che sente l’acqua sotto terra, percepivo il richiamo del tempo. Mi piegavo verso il suolo, spostavo sabbia e piccoli sassi con le dita-radice, riportando alla luce incisioni antiche. In quel gesto imparai che crescere significa cercare, scavare, avere fiducia nel processo.

 

radici
A sette anni le mie radici scesero più in profondità, a Padova, nella Cappella degli Scrovegni. L’umidità, il silenzio e l’indaco di Giotto mi nutrirono come linfa. Tra il Giudizio Universale e il mostro cianotico, trovai un piccolo angelo nascosto. Le mie radici capirono che il nutrimento vero sta nei dettagli che pochi vedono.

tronco
Alle scuole medie il mio tronco iniziò a irrobustirsi. Un compito d’arte, una spilla da inventare, e una guida attenta che sapeva quando potare e quando lasciare crescere. Tra entusiasmo e conflitto imparai a mescolare i colori, come la pianta impara a trasformare la luce in materia. La creazione divenne struttura.

rami
Quando entrai per la prima volta all’Istituto d’Arte Pietro Selvatico, i miei rami si aprirono. Modellini, carta, legno, profumi familiari. Era aria buona. Sentii che potevo espandermi, che quello era il terreno giusto per allungarmi verso il mondo.

chioma
Con l’incontro con Mies van der Rohe, la mia chioma prese forma. Linee essenziali, specchi d’acqua, silenzi pieni. Compresi che alcune piante lasciano ombra perché hanno trovato una voce. Le opere parlavano come il vento tra le foglie.

stagioni
A Venezia attraversai le stagioni dell’attesa. Sotto la pioggia, a Piazzale Roma, restavo fermo mentre il tempo scorreva. Come una pianta che non può forzare la crescita, imparai che fermarsi è parte del processo. Nell’attesa maturavano pensieri, studio, identità.

frutti
A Cinecittà arrivarono i primi frutti. Ero ancora giovane, con poche conoscenze appese come foglietti tra le dita-rami. Feci domande, incontrai chi sapeva rispondere, e aggiunsi nuova sostanza a ciò che ero. Tra scenografie gigantesche e silenziose capii che ogni crescita è un accumulo paziente di esperienza.

  • Chi sono?
  • Che cos’è la coscienza consapevole e come esperisce la sua autorealizzazione?
  • Caos o rêverie?
  • Chi é pronto a passare il ponte?
  • Appena nati dove siamo?
  • Quando cerchi qualcosa e lo trovi, sei sicuro che non l’hai creato?
  • Protocollo o Responsabilità? Medico saggio o medico razionale?
  • La fonte entra in noi o noi in lei?
  • Saremo pronti a un mondo opposto al nostro?
  • La vita prospera o appassisce?
  • Dopo il passaggio chi sono?
  • Dove arrivare?
  • Fermati?
  • L’architettura è in evoluzione o galleggia nei ricordi del passato?
  • Mi rimangono solo domande o non so ancora cosa domandare?
  • Fino a che punto modificare un luogo? Quand’è il momento di lasciarlo andare per la sua strada?
  • Dove mi trovo?
  • Come posso trovare le briciole per capire la morte?
  • Quando passo il ponte?
  • Sono davvero cambiato?
  • Cosa succede quando cambio dimensione?
  • La ricerca del centro continua a oscillare, perché?
  • Quando hai consapevolizzato il tuo opposto?
  • Hanno un senso tutte queste forme?
  • Quando si è in cima alla piramide?
  • Sai parlare per azioni?
  • Per quanto devo seguire e salire sul mio ruscello?
  • La fonte entra in me o esce da me?
  • Quanti regali ho ricevuto veramente?
  • Come sta il mio cuore?
  • Quanto pieno, come svuoto?
  • L’abisso è astratto?
  • L’abisso mi guarda?
  • Quanto voglio osservarlo?
  • Chi sono dopo il passaggio?
  • Devo essere a scelta per trovare la pace o lo sono senza doverlo essere?

Pensiero